http://www.ilsecoloxix.it/p/genova/2018/08/08/ADv1ax2-compleanno_matematico_festeggiare.shtml

Genova – La matematica resta la sua grande passione, ma la “missione”, adesso, è quella di dare coraggio «a tutte le persone che si trovano nella situazione in cui mi sono trovato io: è per loro che sto scrivendo un nuovo libro, dove racconto tutta la mia esperienza, dalla diagnosi di tumore al cervello, che inizialmente lasciava pochissime speranze di sopravvivenza, agli interventi chirurgici cui mi sono sottoposto, arrivando sino al recupero e alla mia nuova vita»: sorride, Giovanni Filocamo (video) , nel giorno in cui festeggia 40 anni, un traguardo che è anche una vittoria «contro il male che mi hanno diagnosticato 5 anni fa, all’improvviso, e su chi mi ha detto che non ci sarei mai arrivato. Mi avevano detto che 40 anni non li avrei compiuti, che sarei morto. E invece… eccomi qui!».

Il “qui” è un locale sul mare a Quinto, nel levante genovese, dove Filocamo ha deciso di riunire gli amici di una vita per una festa a base di cibo, musica e tango, sua grande passione. Ma è anche una dimensione meno “fisica” e più spirituale: «La malattia mi ha cambiato, e forse in meglio. Sono una persona completamente diversa, e chi mi conosceva prima mi ripete che sono “più umano”, più vicino ai miei amici, alla mia famiglia. Prima non piangevo mai, adesso piango ogni giorno, ogni volta che riesco a fare qualcosa che il giorno prima non riuscivo a fare».

Ad ascoltare la sua storia viene subito in mente un film: giovane scienziato, divulgatore scientifico, ricercatore al Cnr, animatore del Festival della Scienza di Genova, autore di libri che hanno reso la matematica e la fisica accessibili a tutti, creatore del format “Math Fitnesss”, a 35 anni vede tutti i progetti andare in fumo per una diagnosi che arriva come un fulmine a ciel sereno, un tumore al cervello nella zona che controlla il linguaggio di una persona che ha trascorso l’intera vita tra numeri e parole. Un’esistenza che avrebbe potuto trasformarlo in un simbolo internazionale, come accaduto al 34enne Alessio Figalli , il primo italiano a riportare in patria la medaglia Fields, una sorta di “Nobel per la Matematica”: «Mi sento molto vicino a lui – ha ammesso Filocamo – Ovviamente lui è su tutt’altro livello, ma mi ricorda me. E sono contento di avere potuto celebrare la sua vittoria con un commento scritto proprio per Il Secolo XIX: è un po’ come se avessi contribuito anche io, nel mio piccolo».

Reggendo il ritaglio del Decimonono di qualche giorno fa, Filocamo si è preso qualche minuto per riflettere: «Mi avevano detto chiaramente che sarei morto, che c’erano praticamente zero possibilità di arrivare a 40 anni», ha ricordato osservando gli amici chiacchierare e ridere ai tavoli, indossando una maglietta di Superman che è un po’ una dichiarazione d’intenti, un po’ un’attestazione di ciò che alla fine è diventato sconfiggendo la malattia. Perché alla fine lui ce l’ha fatta, rinunciando a una parte della vita precedente, imparando di nuovo da zero a parlare, leggere, scrivere, capire ciò che lo circonda. E trasformandosi in una persona nuova: «Ci sono giorni buoni, come questo, e ci sono giorni meno buoni, in cui la frustrazione rischia di prendere il sopravvento. Ma faccio quello che consiglierò a tutti nel libro che sto scrivendo: non mollo, non mi chiudo in casa, non getto la spugna. Vado avanti e tiro fuori le p…».

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