Dopo un tumore al cervello, scienziato torna genio: la storia “miracolosa” di Giovanni Filocamo.

Prima riusciva a compiere equazioni matematiche impossibili, poi la malattia lo ha invalidato al punto da non riuscire più a leggere o scrivere. Ma Giovanni Filocamo, 39 anni, non si è dato per vinto ed è ripartito da zero, con una velocità tuttavia portentosa. Riuscendo a però a rimettersi in pista, al punto di conseguire, dopo una sola settimana dalle dimissioni dell’ospedale San Martino “Miracolo” in Valbisagno, a conseguire il Dottorato in Matematica presso l’Università di Genova con un lavoro iniziato cinque anni prima.

Suona quasi come incredibile, alcuni potrebbero definirla “miracolosa”, la storia di questo ragazzo genovese che in seguito a un tumore al cervello e un delicatissimo intervento chirurgico nell’area cerebrale che controlla l’attività del linguaggio ha ripreso in mano la sua vita per farne un capolavoro. “Mi sono risvegliato senza riuscire a capire una parola di ciò che mi veniva detto. I libri erano pieni di simboli sconosciuti. Sono ripartito da zero, come un bambino”, ha raccontato.

La biografia di Giovanni Filocamo è già di per sé disponibile on-line: giovane scienziato, divulgatore scientifico, autore teatrale, ricercatore del Cnr, animatore del Festival della Scienza di Genova, creatore del format Math Fitness. Non bastassero, ora anche esempio di grande forza vitale, oltre che Dottore in Matematica. Non bastasse, nel 2011 Filocamo è uscito nelle librerie per i tipi di Feltrinelli con il suo “La matematica non fa più paura”, e con al momento 80mila copie all’attivo. Da lì, altre pubblicazioni come “Il matematico curioso”, “Mai più paura della fisica. Come fare pace con entropia e piani inclinati”, “Il matematico continua a curiosare”, “La matematica è un’opera d’arte”.

A 35 anni però arriva la diagnosi: Giovanni ha un timore al cervello. “Ricordo quel giorno, la dottoressa ritornò con le analisi e mi disse che nella mia situazione si arrivava a vivere in media fino a dieci anni. Non riuscì a finire la frase e si mise a piangere”. Una situazione terribile, di cui Giovanni ricorda tutti i dettagli: “Ricordo che fui io a consolarla. Ero così prima: non piangevo mai, non ero sempre in contatto con le emozioni come mi succede ora. Sono cambiate tante cose, ora mi commuovo per nulla”. In un primo momento la neoplasia sembrava impossibile da operare. Poi una nuova squadra medica lo prende in carico, facendolo passare dall’Humanitas di Milano agli ospedali Galliera e San Martino di Genova.

Due interventi in meno di tre anni, uno molto invasivo, in cui sono state asportate parti del cervello. “Il risveglio fu uno choc: non riuscivo a capire cosa mi dicevano, non potevo parlare, e, naturalmente, avevo disimparato a leggere e scrivere”. Giovanni passa da una vita da scienziato e autore, piena di impegni, a una in cui dover ricominciare a imparare qualsiasi cosa, come per un bambino. Nel mezzo, anche il lincenziamento da parte del Cnr, a cui ora Filocamo sta valutando se esporre denuncia. “Ora sono rinato, non posso dire in tutta onestà se è un bene o un male. È la vita. Cerco di guardare al lato positivo: qualcuno dice che sono più simpatico”, ha commentato ancora Giovanni, con grande spirito d’ironia”.

Il vero messaggio di speranza Giovanni però lo lascia ai tanti che si trovano in condizioni analoghe a quella da lui vissuta: “C’è tanta gente nella mia situazione, e molti si buttano giù. Il messaggio che vorrei mandare, a tutte queste persone, è questo: se ci sono riuscito io potete farlo anche voi. La vita non finisce il giorno della diagnosi”

Francesco Gnagni

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